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Monte Amiata “il vulcano dal cuore rosso cinabro”

La pratica del Taijiquan e il Monte Amiata..

Le attività proposte dalla nostra  associazione  offrono l’opportunità di integrare i principi di antiche discipline orientali che affondano le loro radici nella ancor più antica  filosofia taoista, con peculiarità naturali, storiche e culturali del nostro territorio. Se in un primo momento è difficile individuare le possibili analogie, basta pensare alla necessità, anzi all’emergenza dei nostri giorni  di riscoprire il valore della indissolubile  connessione che esiste tra tutti gli esseri e l’ambiente entro il quale vivono.

L’interpretazione  di determinate “figure” (movimenti) guidate dal ritmo della respirazione da eseguirsi  in un certo luogo ed abbinate  ad uno specifico  suono, consentono al  praticante di migliorare la percezione di se stesso all’interno dello spazio  circostante in modo da favorirne l’armonia.
Ma l’argomentazione di natura storico culturale che mette in relazione  questa disciplina  con  la montagna, si riferisce alla corrispondenza di uno dei concetti fondamentali della tradizione cinese con un elemento fisico, caratteristico e da sempre presente nel profondo della nostra terra: Il Cinabro,  il solfuro di mercurio, materia prima che per gli alchimisti cinesi era preposta alla creazione dell’elisir dell’immortalità.
Da questa tradizione il Campo del Cinabro (in cinese dantian ) indica certi luoghi del corpo sedi di importanti trasformazioni, Il Campo del cinabro inferiore (posto due dita sotto l’ombelico) è considerato infatti la radice dell’uomo, il luogo dove il Qi (soffio vitale) viene accumulato, conservato e raffinato, e da quel punto si irradia in tutto l’organismo. Nelle tecniche di Taijiquan e Qigong si utilizzano i movimenti, la respirazione e la concentrazione come veicoli per portare il Qi al dantian allo scopo di sviluppare l’energia vitale  dell’individuo.

 

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