L’Incontro con la pratica

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Incontrare l’arte del Taijiquan e decidere di intraprenderne l’apprendimento comporta sin dalla prima lezione la percezione di doversi confrontare con aspetti che vanno ben oltre la capacità di memorizzare ed eseguire correttamente degli esercizi motori. Inizialmente in modo vago ma con il passare de tempo più chiaramente, si avverte che più di uno sforzo di volontà,  sono necessarie umiltà ed energia per confrontarsi  con alcuni  dei modelli ormai scontati del proprio essere e se necessario  metterli in discussione, si comprende anche  che la loro trasformazione – evoluzione,   richiede il “voler   ottenere qualcosa da se stessi” ma senza attaccarsi al risultato.  Nell’esecuzione delle forme solo “l’accettarsi storti” ci renderà possibile prima o poi di “diventare dritti” (..)
Mettendo quindi in relazione il Taijiquan con lo sviluppo della capacità di determinarsi consapevolmente a compiere un atto per ottenere un fine di qualsiasi natura esso sia, si può dire che la  pratica stimola ad aprire delle “porte” che consentono all’inizio di ricontattare delicatamente il proprio fisico e in seguito diventano lo strumento a   sostegno del cammino evolutivo che il praticante auspica di compiere. I progressi nella pratica  permettono di evidenziare il potenziale energetico del corpo,  di liberarlo da tensioni chiusure e difficoltà, il Taijiquan  non trasforma la persona, ma fornisce  la capacità di comprendere la propria natura e quindi l’opportunità di esprimerne le  potenzialità,  prima liberando  e poi possedendo il proprio atteggiamento interiore.

Dopo avere praticato il Taijiquan per ventinove anni scoprii che poteva elevare lo spirito, accrescere la forza, eliminare la malattia.
Ora qualunque cosa io faccia, ho resistenza, e ciò ha posto fine alla abituale interruzione dei miei studi. Anche se interiormente non ho perfetta pace e calma, ho comunque eliminato la mia attitudine noncurante e distratta… (..) perciò la discussione sul cambiamento di carattere riguarda la gente comune che può migliorarsi e diventare gente superiore, se invece una persona comune fa un passo indietro diventa solo una persona inferiore.

Quindi ne deduco che per risolvere la questione se il Taijiquan possa o meno cambiare il carattere bisogna attendere qualcuno più saggio.
(Cheng ManCh’ing , tredici saggi sul Taijiquan).